Esmeralda Moretti, della classe 5A del Liceo Classico ha vinto il terzo posto nella Finale nazionale delle Olimpiadi di Filosofia!

Esmeralda accanto al prof. Iacovacci

Le Olimpiadi di Filosofia, giunte alla XVII eduzione, si sono svolte dapprima a livello di Istituto, successivamente a livello regionale e quindi, nei giorni 13-15 maggio 2019, a livello nazionale. Esmeralda si è qualificata sempre prima sia nella prova d’Istituto che in quella regionale, ottenendo infine il podio in quest’ultima finale.

Esmeralda è una ragazza limpida, solare, piena di interessi e realmente istrionica, capace di condensare passioni eterogenee, un talento musicale, un’eccellente preparazione scolastica, una simpatia esplosiva e un rispetto impeccabile.

Esmeralda e i vincitori della XVII Olimpiade di Filosofia

Lasciamo il compito a lei di commentare quanto accaduto durante la Finale Nazionale. I suoi professori, il referente d’Istituto per le Olimpiadi e tutti i docenti dell’IIS Eliano-Luzzatti, le fanno tantissimi complimenti!


Quando si svolgono le olimpiadi di filosofia, viene richiesto a tutti i candidati di realizzare un pensiero filosofico a partire da una delle quattro tracce proposte. Le tracce sono sempre di ambito etico, estetico, gnoseologico e teoretico.
Quest’anno le tracce erano tutte molto interessanti ed attuali, ma quella che mi ha ispirata di più è stata quella etica. Lo spunto proposto dalla commissione era una frase di Edith Stein sull’empatia.

Il mio elaborato è partito da una considerazione sulla condizione ontologica dell’uomo, che non deve solo “essere” ma, come direbbe Heidegger, “esserci”, cioè affermare la propria presenza nel mondo. Per indagare l’empatia, quindi, è sì necessario realizzare la propria esistenza, ma anche accettare l’esistenza degli altri esseri umani (di tutti gli altri “esserci”).
Ma, dal momento che, in generale, la storia ci insegna che dall’incontro fra soggettività (ognuno di noi è un macrocosmo interiore che si scontra con altrettante soggettività) nascono solitamente guerre, mi sono chiesta che cosa fa sì che queste guerre non avvengano ogni volta che ci troviamo a contatto con qualcuno. E ho realizzato che è proprio la natura empatica dell’uomo.

Cosa favorisce l’empatia? Certamente l’affinità del mondo esterno (sarò certo più empatico nei confronti di qualcuno che condivide il mio stile di vita), il dolore condiviso, la pietà intesa come humanitas e, alcune volte, ma non sempre, la parola. Alla base dell’empatia, in realtà, c’è la volontà, la volontà umana di venirsi incontro e riconoscersi umani. E questo si vede benissimo, ad esempio, nei quadri di Hopper: i personaggi di Hopper, benché siano culturalmente, spazialmente e temporalmente vicini, e sicuramente parlano la stessa lingua, non sono empatici: benché vicini, sono, in realtà, lontanissimi. Ma questa è una loro scelta: alla base dell’empatia c’è, innanzitutto, la volontà.


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