Anche quest’anno l’avventura IMUN è terminata con un bilancio estremamente positivo. Come le altre esperienze passate anche questa è stata coinvolgente, ricca di entusiasmo da parte degli studenti e colma di soddisfazioni per tutti. 

IMUN Award
L’IMUN Award

I ragazzi si sono lasciati travolgere dalle tematiche proposte ed hanno lavorato alacremente, sentendosi chiamati a riflettere su temi urgenti della nostra società che però si fa fatica ad affrontare nella didattica quotidiana. Organizzati in quattro commissioni ONU come IFAD (International Fund for Agricultural Development), ECOFIN (Economic & Financial), SOCHUM (social, humanitarian and cultural issues) e UNICEF i ragazzi hanno discusso e avanzato proposte su tematiche legate alla moda e alla sostenibilità ambientale, al diritto all’istruzione durante le crisi umanitarie, al diritto delle comunità indigene a non veder distrutto il loro ambiente naturale e alle conseguenze dell’inquinamento sulla salute. Tutto sempre in lingua inglese!

Grazie alla tenacia. All’impegno e alla dedizione dei nostri studenti al nostro Istituto è stato certificato un riconoscimento di merito per la Best Medium Delegation con la seguente menzione “participated with merit, dedication and achieved excellence in Italian Model United Nations 2020”

I nostri delegati all'IMUN 2020
I nostri delegati all’IMUN 2020

Ma chi meglio dei ragazzi stessi può riuscire ad esprimere tutto l’entusiasmo e la soddisfazione per un’esperienza come questa! Per cui lasciamo spazio alle loro riflessioni da cui noi adulti abbiamo tanto da imparare.

Prima di intraprendere questa “avventura” non avrei mai immaginato che mi avrebbe preso come ha fatto, pur non avendo parlato molto. L’essere circondato poi da belle persone crea un senso di appartenenza e aiuta ad avvicinarsi a quel gruppo che pur conoscendo da poco senti tanto vicino a te. Il sentirsi parte integrante di un gruppo di lavoro, proporre idee e esprimere la propria opinione è una cosa bellissima e penso che IMUN abbia aiutato un po’ tutti a esprimersi per quel che potevano. Sono veramente felice di aver aderito a questo progetto che all’inizio sembrava una simulazione insensata, ma che poi oltre alla simulazione stessa per cui nasce il concetto di IMUN c’è un mondo dietro che ci fa aprire, ci fa capire che quello che diciamo va detto subito e che ha un riscontro alla fine della fiera. Ringrazio tutti per aver reso questo mio primo IMUN indimenticabile.

Stefano, 5A Scienze Umane

La scienza afferma che l’uomo quando nasce ha solo due paure, la paura del buio e quella dell’abbandono, le altre paure sono acquisite dall’ambiente che ci circonda. Prima di questa esperienza avevo paura di essere giudicata dalle persone e di parlare in pubblico e l’ansia prendeva sempre il sopravvento. Ma dopo l’IMUN ho realizzato che queste paure sono futili e sono solo degli ostacoli che ci creiamo noi stessi e che non abbiamo il coraggio di affrontare. All’inizio quando abbiamo fatto la ‘fake simulation’, non volevo più partecipare e avevo troppa paura di esprimermi. Anche se quest’anno non ho avuto il coraggio di parlare, nel prossimo anno, il mio obiettivo è di superare queste paure e di parlare in pubblico. Inoltre in questa esperienza ho conosciuto molte persone con cui ho stabilito un’amicizia. Volevo ringraziare tutti quanti e spero di convincere la classe a partecipare a questa bellissima esperienza, che ha lasciato un segno dentro di me

Chiara, 4B LES
Le rappresentanze nazionali

Ieri si è conclusa quella che io amo considerare la settimana migliore dell’anno. IMUN non è solo una simulazione, all’interno di IMUN si creano rapporti umani reali e duraturi, si corre da un treno ad un autobus incuranti del tempo e della fatica. Riassumere un’esperienza talmente grande sarebbe riduttivo in qualsiasi caso. So solo che arrivato al terzo anno di questa bellissima esperienza posso dire di aver conosciuto, affrontato e superato i miei limiti. Ho parlato davanti a 1300 persone e la mia paura è scomparsa, ho sentito il brivido nelle vene, mi sono sentito importante e fondamentale per la mia commissione, ho sentito di rappresentare qualcosa, molto di più di un paese o una delegazione. Ho pianto per l’emozione, mi sono sentito fiero di me stesso e di ciò che negli anni, grazie anche a United Network, sono diventato. Un’esperienza indimenticabile e formativa che tutti dovrebbero fare almeno una volta nella vita, ma attenzione, dopo la prima, le successive saranno irrinunciabili.

Alessandro, 4A Classico

Quest’esperienza mi è servita molto sotto molteplici aspetti. Innanzitutto mi ha aiutato a conoscere molte persone. Poi mi è piaciuto molto il poter dibattere su questioni che magari noi sentiamo molto lontane, ma che in fondo ci riguardano molto più di quanto pensiamo. A me è piaciuto moltissimo anche il tema trattato, ossia il diritto all’istruzione dei bambini durante le crisi umanitarie. Ho avuto come compagni in questo “viaggio” le Giulie e Riccardo (simpaticissimi), che sono i primi ad i quali rivolgo i miei ringraziamenti. Inoltre, essendo il mio primo IMUN, ero convinto di non riuscire neanche a parlare, perché credevo fosse molto difficile parlare “in pubblico”. Invece ho capito che, in fondo, non è così. Ho parlato abbastanza e fatto anche qualche mozione. Infine c’è da dire che, in quella sala, ci sia molto rispetto ed empatia. Ringrazio Lei, professoressa, e tutti i compagni che mi hanno accompagnato in questa magnifica avventura, e mi congratulo con Alessandro, che ha parlato con grande disinvoltura di fronte ad un grande pubblico, e con tutti quanti!

Enrico, 4A Classico

Descrivere quello che IMUN2020 è riuscito a farmi provare non è un’impresa semplice: emozioni così intense, non si spiegano a parole.
In 5 giorni sono riuscita a sentire il cuore battere forte in più situazioni, positive e negative, tutte differenti.

Dopo aver partecipato al progetto lo scorso anno, non vedevo l’ora di vivere ancora quest’esperienza, nella speranza di mettermi in gioco di più, di lasciarmi dietro tutte le paure, le insicurezze, la timidezza, che sembra non appartenermi, ma che in realtà mi tormenta, insieme quel senso di inadeguatezza che mi accompagna più o meno dalle scuole elementari. Nel 2019 partecipando ero riuscita ad esprimermi davvero poco, avevo mille idee davanti a tutti non avevo mai il coraggio di prendere la parola, convinta che ci sarebbe stato qualcuno più bravo di me pronto a ridere.

Nonostante questo, poiché accompagnata dai miei compagni e da dei Directors pazzeschi ero riuscita a sbloccarmi un po’ ero eccitatissima all’idea di provarci ancora. All’inizio di questo anno scolastico avevo già iniziato il conto alla rovescia, avevo contattato alcuni ragazzi conosciuti il primo anno ed avevo aspettative altissime: già immaginavo quanto sarebbe stato emozionante partecipare al progetto con tutti i miei compagni. La sera in cui mi è arrivata l’email sulla quale erano indicati il paese rappresentato e la commissione ero contentissima ma qualche minuto dopo la situazione si è cambiata totalmente. Gran parte dei miei compagni erano stati inseriti nella stessa commissione, tutti, tranne me. Ero scoraggiata e spaventata, continuavo a pensare che non ero all’altezza di affrontare il percorso da sola; ho pensato di ritirarmi, di non partecipare; ho pensato che tutto sarebbe andato male, che mi sarei sentita smarrita e non mi sarei goduta l’esperienza come avevo immaginato.

Inutile dirvi che così non è stato. IMUN quest’anno mi ha insegnato molte cose: mi ha insegnato ad essere coraggiosa, a prendere le cose come vengono, a buttarmi anche nelle tutto ciò che sembra spaventoso; ad affrontare paure ed ostacoli, ma soprattutto, mi ha insegnato a cavarmela da sola. Ad oggi, terminato il progetto posso dire con orgoglio che forse è stato un bene il mio distacco dagli altri perché mi ha fatto apprendere il doppio, forse era destino che io imparassi ad orientarmi da sola, a trovare il coraggio di sfruttare tutto il mio potenziale, perché si, mi ha fatto capire che io ho del potenziale; che lo abbiamo tutti. Non sarebbe sufficiente un semplice ringraziamento a tutte le persone che mi hanno accompagnata in questa fantastica esperienza e mi hanno fatta emozionare, divertire e appassionare; ai miei directors e assistant Directors i quali sono riusciti a trasmettermi tutta la loro dedizione e la loro passione; alla mia scuola che mi ha permesso di partecipare facendomi scoprire il progetto ed alla professoressa Corvino che ci ha accompagnati, motivati, spronati e che si è presa cura di noi fidandosi e facendoci capire che siamo perfettamente in grado di affrontare le nostre paure.

IMUN non è una semplice simulazione. IMUN è passione, speranza, fiducia nel prossimo, coraggio e paura; ti insegna a scoprire quanto vali; riesce a farti comprendere con una sola settimana quanto tu sia importante, quanto il tuo contributo sia fondamentale; ti fa rendere conto del fatto che non siamo solo dei numeri in questo mondo, il quale spesso sembra dare valore solo a quelli; che abbiamo tutti una nostra identità, unica e fondamentale; ti fa sentire parte di qualcosa anche se, come me, ti sei sempre sentito fuori luogo e inadeguato. IMUN ti fa sperare che un domani, con sacrifici e dedizione, puoi fare la differenza e rendere quello in cui viviamo un posto migliore; ti fa rendere conto del fatto che “People Have The Power”.
Consiglio a tutti di partecipare almeno una volta nella vita convinta del fatto che vi lascerà un bagaglio immenso, fatto di emozioni, crescita personale, divertimento, speranza e passione perché per me è stato così. Alcuni pensano che non sia possibile maturare nel giro di qualche giorno: si sbagliano perché lo è. United Network e tutto il suo magnifico staff, per me, lo ha reso possibile.

Gloria, 4A Classico

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